.
Annunci online

abbiam tutti bisogno degli altr'io
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2006

Siamo della stessa materia di cui sono fatti i sogni, mi ripeto sovente nelle mie elucubrazioni pseudo filosofio-letterarie. Sarà, mi dico, ma intanto ho un bisogno estremo di incontrare la differenza, materializzata negli altr'io. Forse un eccesso di deandreismi mi hanno resa un po' snob e diffidente nei confronti del mondo esterno, forse è questo mio lavorare completamente isolata dal mondo tangibile che mi lancia in certi pomeriggi nello sconforto più assoluto. Forse una somma di tutte queste debolezze e solitudini, e così le occasioni in cui finalmente il virtuale diventa tangibile, l'inafferrabile reale, non più soltanto parole, parole, parole, informazioni, ma volti umani sorridenti ed arrabbiati, che reagiscono e vivono, respirano, parlano: queste occasioni le vivo con un'euoforia inaspettata. Come uscire da una prigione di bit e d'informazioni che volano senza che ce ne accorgiamo. Conoscere storie e persone senza poterle identificare in volti stava diventando un po' alienante. Avevo bisogno di un recinto fisico in cui non far sconfinare quei nomi. Proprio io, che dimentico sempre tutti i nomi tempo due secondi, di loro, dei miei traduttori, so nomi e cognomi, e tutto il resto. Conosco abitudini, errori traduttivi, slanci artistici, buffi adattamenti, ipersensibilità verso questo o quello, eppure non sapevo fino a poco fa, i lineamenti dei loro volti, le mille possibilità che l'essere umano ha di esprimersi oltre la scrittura.

Pensavo proprio l'altro giorno, sempre presa dal vortice delle mie seghine mentali, che tutti gli emoticon a rimpiazzare l'espressioni vere e veraci dei nostri volti, che mi vien spesso da utilizzare, altro non sono che un surrogato della nostra faccia, e che forse ci rendono ancor più afasici di quanto non lo siamo già. Nella fretta della comunicazione - una comunicazione che rimane in uno zainetto, se solo si ha computer portatile, cuffia e microfono a portata di mano - ci serviamo di strumenti rapidi ma forse meno efficaci, certamente non umani, sicuramente non sufficienti a descrivere le mille sfaccettature dell'animo umano.

Quello che mi rimane, di certo, è che nell'interagire con i corpi, i volti, le parole dette e quelle scritte, sono bisogni imprescindibili della mia piccola vita.

Roma vicino a qualcuno che conoscevo via mail e che si è rivelata profonda conoscitrice di luoghi incantati, me l'ha fatta vivere come se fossi stata all'asilo. Tipo Disneyland, tutto bello e tutto vario, un crogiolo di stimoli alla mia voglia di andarmene atavica. Anche se di certo, vivendoci sul serio ci troverei qualche difetto, problema, mancanza d'aria e di nuovo voglia di andar via. Conoscere un altro volto di cui non avevo assolutamente la più vaga idea ma di cui conosco i desideri più profondi, le battute e che mi sapeva far ridere scrivendo, è stata una scoperta.
Sorridere davanti ad una tazzina di caffè alle dieci e mezza di sera in mezzo a napoletani allegri e ai grandi e scottanti temi dell'attualità (tipo la difficoltà di spostarsi in una metropoli con i soli mezzi pubblici).
Ho voglia di vero, di reale, di non solo tecnologico.
Fra due anni ci riderò sopra, a queste mie seghine mentali.







permalink | inviato da il 9/12/2006 alle 17:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Sfoglia novembre        gennaio
il mio profilo
tag cloud
links
calendario
cerca